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Geostrategic magazine

Geostrategic magazine (10 marzo 2023)

Analisi dai think tank

fonte: Atlantic Council

  • L’ambasciatore Daniel B. Shapiro, direttore dell’Iniziativa N7 e distinguished fellow presso l’Atlantic Council, nonché ex ambasciatore degli Stati Uniti in Israele, ha testimoniato davanti alla Sottocommissione per gli Affari Esteri della Camera dei Deputati su Medio Oriente, Nord Africa e Asia Centrale. Di seguito riportiamo le sue osservazioni sugli Abraham Accords, accordi promossi dagli Stati Uniti che normalizzano le relazioni tra Israele e i suoi vicini arabi a partire dal 2020 (Daniel B. ShapiroExpanding the Abraham Accords: Testimony of Daniel B. Shapiro to the US House)
  • In tutto il mondo, gli Stati Uniti sono il partner preferito, o “partner di scelta”, per la cooperazione in materia di sicurezza, ma non sono l’unica opzione. Gli avversari a Pechino, Mosca e Teheran cercano costantemente opportunità di disturbo ovunque gli Stati Uniti possano proiettare potenza. Il pronto accesso a tecnologie a basso costo, ma efficaci e disponibili in commercio, da parte di Cina, Russia e Iran, rende l’attrattiva della collaborazione con questi avversari ancora più potenteR. Clarke CooperThe US needs to reform security cooperation and arms transfer processes—not create new policies)
  • La Presidente della Commissione europea Ursula von der Leyen è a Washington questa settimana per incontrare il Presidente degli Stati Uniti Joe Biden, in un momento chiave per le relazioni tra l’Unione europea e gli Stati Uniti. Fin dai primi giorni del suo mandato, Biden ha fatto del miglioramento delle relazioni con l’UE una priorità. Da allora, le relazioni tra Washington e Bruxelles sono state definite da un’ampia collaborazione e convergenza sulla Russia, ma anche da sfide significative nel commercio e da opinioni diverse sulla Cina (Jörn FleckJames Batchik, and Nicole LawlerThree things to watch when Ursula von der Leyen visits the White House)

fonte: Brookings

fonte: Bruegel

fonte: Centre for Air Power Studies

  • India e Giappone sono alleati naturali da decenni. Negli ultimi tempi, i due Paesi hanno intensificato il loro desiderio di giocare un ruolo maggiore nell’aumentare la cooperazione in materia di sicurezza e difesa (Simran Walia – Veer Guardian: The India-Japan Air Force Bonhomie)

fonte: Chatham House

fonte: Council on Foreign Relations

fonte: Crisis Group

fonte: East Asia Forum

fonte: Egmont

fonte: Institut de Relations Internationales et Stratégiques

fonte: Jerusalem Center for Public Affairs

  • L’amministrazione Biden teme un’escalation regionale, dato che l’Iran si sta avvicinando al livello di arricchimento dell’uranio necessario per la sua prima bomba nucleare. La visita a sorpresa del Segretario alla Difesa americano nella regione ha lo scopo di rafforzare il coordinamento politico e di sicurezza degli Stati Uniti con i suoi alleati in Medio Oriente e con Israele (Yoni Ben MenachemAmerican-Israeli Military Coordination and the Possibility of Regional Escalation)

fonte: Observer Research Foundation 

  • Nuova Delhi e Seul sono due attori chiave nell’Indo-Pacifico in termini di rispettive geografie marittime, capacità geopolitiche e orientamenti di politica estera (Pratnashree Basu – Why Seoul and New Delhi should leverage the G20 momentum for advancing collaboration in the Indo-Pacific)
  • Nel marzo 2023 ricorrono i 20 anni da quando gli Stati Uniti hanno lanciato la guerra contro l’allora presidente iracheno Saddam Hussein, con il pretesto che Baghdad stava sviluppando armi di distruzione di massa (Kabir Taneja – The legacy of the Iraq War for the US)
  • La guerra russa contro l’Ucraina ha devastato il Paese e sta anche svuotando la Russia. Ma così come si è sottovalutata la capacità dell’Ucraina di contrastare Mosca, allo stesso modo si tende a sottovalutare la capacità della Russia di aggirare le sanzioni occidentali e la determinazione a condurre la sua “operazione militare speciale”. Gli eventi hanno smentito la convinzione del Primo Ministro Narendra Modi che questa non fosse “un’era di guerra” (Manoj Joshi – Defence indigenisation can’t happen overnight)
  • L’impegno dell’India con l’Australia si distingue per la rapidità con cui le due nazioni sono riuscite a trasformare il loro impegno bilaterale (Harsh V. Pant – The Evolving Arc of New Delhi-Canberra Ties

fonte: Peterson Institute for International Economics

  • Gli sforzi degli Stati Uniti, dell’Europa, del Giappone, della Corea del Sud e di altre economie sviluppate per mobilitare il mondo contro la Russia per l’invasione dell’Ucraina hanno avuto un successo solo parziale. Molti Paesi hanno rifiutato di imporre sanzioni alla Russia. Ma il bilancio delle votazioni alle Nazioni Unite indica che la maggior parte del mondo, compreso gran parte del mondo in via di sviluppo, è dalla parte dell’Ucraina nel denunciare la Russia (Nicolas VéronMuch of the Global South is on Ukraine’s side)

fonte: Royal United Services Institute

  • Le motivazioni intrinsecamente imperiali dietro la decisione della Russia di invadere l’Ucraina e il suo approccio alla guerra hanno implicazioni significative per il sostegno occidentale all’Ucraina e per le prospettive di una pace giusta (Michael Hikari Cecire – Ukraine as Russian Imperial Action: Challenges and Policy Options)

fonte: Stokholm International Peace Research Institute

fonte: The German Marshall Fund of the United States

fonte: The Interpreter

fonte: The Jamestown Foundation

fonte: The Strategist

fonte: United States Institute of Peace

fonte: Vivekananda International Foundation

  • Mentre il 20° Congresso del Partito (6-12 ottobre 2022) ha approvato le sue politiche e lo ha sostenuto per un terzo mandato, nell’ultimo anno e mezzo il presidente cinese Xi Jinping ha ulteriormente rafforzato la sua presa sul Partito, sull’Esercito Popolare di Liberazione (PLA) e soprattutto sull’apparato di sicurezza (Jayadeva RanadeXi Jinping Tightens his Grip on the Security Apparatus)