Categories
Geostrategic magazine

(Germany/China/USA) La controversa visita di Scholz a Pechino

Olaf Scholz ha visitato Pechino per la prima volta come cancelliere tedesco venerdì scorso, diventando il primo leader occidentale a farlo dallo scoppio della pandemia di Covid-19 quasi tre anni fa. Il suo viaggio è stato pesantemente criticato sia all’interno che all’esterno della Germania. Ha subito le critiche non solo dei partner transatlantici e degli altri Stati membri dell’UE, ma anche dei suoi stessi partner di coalizione, i Verdi e i Liberi Democratici (FDP). Il deputato al Parlamento europeo Reinhard Bütikofer, dei Verdi tedeschi, l’ha definita “la visita più controversa degli ultimi 50 anni nel Paese”.

Non c’è dubbio che Scholz abbia commesso degli errori nella progettazione e nel marketing del viaggio. Il cancelliere ha viaggiato con una delegazione di leader aziendali al seguito, tracciando un parallelo imbarazzante con il paradigma business-first perseguito dall’ex cancelliere Angela Merkel, che ha perso ampiamente il favore di Bruxelles e di molti ambienti di Berlino. Scholz ha visitato Xi Jinping subito dopo che il presidente cinese è stato rieletto al 20° Congresso del Partito. La visita è avvenuta anche subito dopo che Scholz ha scavalcato gran parte del suo gabinetto, la Commissione UE e i servizi segreti tedeschi per consentire alla conglomerata cinese COSCO Shipping Holdings Co Ltd. di acquisire una quota di minoranza in un terminal portuale di Amburgo. Questa sequenza di eventi ha portato alcuni parlamentari tedeschi a sostenere che Scholz stesse assumendo una “posizione quasi sottomessa” nei confronti della Cina (traduzione dell’autore). Ci si potrebbe giustamente chiedere perché Scholz abbia scelto di programmare una visita di Stato prima del vertice del G20 a Bali, in Indonesia, che offrirà ai leader dell’UE la possibilità di parlare insieme a Xi.

How Scholz’s Unpopular Trip to Beijing Actually Served U.S. Interests | Center for Strategic and International Studies (csis.org)