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Geostrategic magazine

La vera corruzione – The real corruption

Mi domando, dal punto di vista geostrategico: qual’è la vera corruzione ?

Senza trascurare le cronache dell’inchiesta che sta interessando alcuni membri del Parlamento Europeo, mi sembra che la vera corruzione stia nella sostanziale rinuncia delle classi dirigenti a governare politicamente i processi storici. Se, nei corridoi di una certa ‘sinistra’ (ma l’inchiesta sembra allargarsi) del potere europeo, si fanno soldi utilizzando i più disagiati (scelta che più che con l’etica deve confrontarsi con il disgusto), la non comprensione e il non governo politico della storia generano masse di disagiati in conseguenza delle crescenti disuguaglianze in ogni ambito.

Nel lasciare che la magistratura faccia il suo corso, per vincere la vera corruzione c’è bisogno d’intellettuali capaci di denunciare l’a-politicità e l’insostenibilità del mondo attuale e, al contempo, c’è bisogno di formazione permanente alle dinamiche storiche.

L’uomo, oggi più che mai, deve confrontarsi con la storia. E non è uno scherzo. La storia è tornata, complessa in maniera crescente, e ci mostra quanto non sia affrontabile con un pensiero solo lineare. Su questo punto c’è stata una grande operazione di corruzione: in questi anni, almeno gli ultimi trenta, abbiamo votato chi semplificava di più, chi diceva che bastavano l’economia di mercato, la democrazia rappresentativa e il libero commercio (peraltro fondamentali) per ottenere pace, giustizia, benessere. Lo sappiamo tutti, anche coloro che continuano a predicare il ‘mantra’, che non è stato così.

Caduto il muro di Berlino abbiamo urlato: ‘mai più muri’. Quanti muri, culturali e fisici, percorrono il mondo ? Forse qualche domanda dovremmo farcela, forse è venuto il tempo che, prima di appartenere a una ‘parte’, sentiamo tutti di appartenere alla storia comune, al destino planetario. Questo è il primo modo per de-corrompere il mondo: ritornare alla politica, rituffarci nella storia.

English version

I wonder, from a geostrategic point of view: what is the real corruption?

Without disregarding the enquiry that is affecting some members of the European Parliament, it seems to me that the real corruption lies in the substantial renunciation of the ruling classes to politically govern historical processes. If, in the corridors of a certain ‘left wing’ (but the investigation seems to be widening) of European power, money is made by using the most disadvantaged (a choice that rather than ethics must be confronted with disgust), the non-understanding and non-political government of history generate masses of disadvantaged people as a consequence of the growing inequalities in every sphere.

While letting the judiciary take its course, to overcome real corruption there is a need for intellectuals capable of denouncing the a-politicality and unsustainability of the current world, and at the same time, there is a need for lifelong education in historical dynamics.

Man, today more than ever, must confront history. And this is no joke. History is back, increasingly complex, and shows us how it cannot be approached with only linear thinking. On this point, there has been a great deal of corruption: in recent years, at least the last thirty, we have voted for those who simplified the most, those who said that a market economy, representative democracy and free trade (which are, moreover, fundamental) were enough to achieve peace, justice, well-being. We all know, even those who continue to preach the ‘mantra’, that this was not the case.

After the fall of the Berlin Wall, we shouted: ‘no more walls’. How many walls, cultural and physical, criss-cross the world? Perhaps we should ask ourselves some questions, perhaps the time has come that, before belonging to a ‘part’, we all feel that we belong to the common history, to the planetary destiny. This is the first way to de-corrupt the world: to return to politics, to dive back into history.