Categories
Geostrategic magazine

Russia. Mentre in guerra perde territori, Mosca aumenta la repressione (fonte: The Jamestown Foundation)

Mentre la guerra contro l’Ucraina vacilla, e sullo sfondo della liberazione di Kherson da parte delle forze ucraine, il presidente russo Vladimir Putin non ha altra scelta che aumentare la repressione in patria e all’estero. Il 2 novembre, sul canale Telegram Nezygar, associato all’Amministrazione presidenziale russa (Proekt.media, 28 novembre 2018), è apparso un post del direttore del  Center for the Settlement of Social Conflicts Oleg Ivanov “sugli emigranti politici che conducono attività anti-russe” (Tgstat.ru, 2 novembre). In esso, l’analista pro-Cremlino lamenta che una “quinta colonna”, pur avendo lasciato il Paese, “continua a condurre attivamente attività anti-russe dall’estero”.

Ivanov ha collegato le sue dichiarazioni al Congress of People’s Deputies (dell’opposizione), che si è svolto in Polonia tra il 4 e il 7 novembre, in cui si sono riuniti ex e attuali deputati russi che non sostengono l’aggressione del Cremlino in Ucraina. Tra i “nemici” è stato annoverato anche il Free Nations of Russia Forum, e praticamente tutti i noti oppositori russi sono stati considerati tra i traditori, tra cui Garry Kasparov, Mikhail Khodorkovsky e Ilya Ponomarev.

Kremlin Analysts Call for Killing of Political Emigrants Abroad – JamestownKsenia Kirillova