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USA – U.S. Leadership in Space: A Conversation With General John Raymond (CFR)

General John Raymond discusses the establishment of the U.S. Space Force, current and potential national security threats in outer space, and areas of cooperation between the United States and both foreign allies and private-sector organizations.

U.S. Leadership in Space: A Conversation With General John Raymond | Council on Foreign Relations (cfr.org)

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Space – 28 milioni di dollari per volare con Jeff Bezos (Giulia Bonelli, Global Science)

28 milioni di dollari per volare con Jeff Bezos

Un prezzo, è il caso di dirlo, stellare, quello che pagherà il turista spaziale misterioso per volare a bordo della scintillante navetta New Shepard il prossimo 20 luglio28 milioni di dollari: si è conclusa su questa cifra da capogiro l’asta messa in piedi da Blue Origin per decidere il terzo passeggero del suo volo inaugurale con equipaggio. Il ricavato andrà alla fondazione a supporto delle carriere STEM Club for the Future, di proprietà della stessa Blue Origin.

La notizia arriva pochi giorni dopo l’annuncio a sorpresa dei primi due passeggieriJeff Bezos in persona, Ceo di Amazon e fondatore di Blue Origin, accompagnato dal fratello Mark. È probabile dunque che trascorrere 10 minuti nello spazio – tale sarà la durata del viaggio – con i fratelli Bezos sia stata la molla in grado di far lievitare il prezzo del biglietto. Basti pensare infatti che fino a pochi giorni fa la base d’asta si aggirava intorno a ‘soli’ 2,8 milioni di dollari.

Dieci volte tanto è arrivata invece a valere la terza poltrona a bordo di New Shepard. Ma colui o colei che la occuperà resta per ora un segreto: Blue Origin ha fatto sapere che la sua identità verrà svelata soltanto tra qualche settimana, così come quella del quarto passeggero. Nel frattempo, l’azienda di Bezos ha sottolineato il grande successo dell’asta, che ha visto la partecipazione di quasi 7.600 persone da 159 paesi. A dimostrazione che il turismo spaziale è una frontiera potenzialmente sempre più in espansione – certo, per adesso ancora appannaggio soltanto dei milionari.

Oppure dei fortunatissimi, come i vincitori della lotteria delle stelle promossa da SpaceX, verso cui per altro Blue Origin nutre una rivalità piuttosto dichiarata. L’azienda di Elon Musk, in chiaro vantaggio per aver già spedito con successo astronauti sulla Iss a bordo della sua Crew Dragon, anche in materia di turismo spaziale per ora è in prima fila. Tanto che all’inizio di quest’anno ha proposto pacchetti da 55 milioni di dollari nell’ambito di un accordo con Axiom e Nasa per far volare sulla Iss il primo equipaggio interamente composto da privati cittadini.

Più ‘economica’ invece è l’offerta di un altro grande competitor di Blue Origin e SpaceX, Virgin Galacticquasi pronta a inaugurare i voli suborbitali che costeranno tra 200 e 250mila dollari a biglietto.

Tornando al debutto di New Shepard, la ‘Blue Origin Experience’ che sperimenteranno il 20 luglio i fratelli Bezos e i due turisti spaziali misteriosi prevede 6 minuti di viaggio tra andata e ritorno e 4 minuti trascorsi a fluttuare a un’altezza di oltre 100 chilometri, appena al di sopra della cosiddetta linea di Karman che segna idealmente il confine tra l’atmosfera terrestre e lo spazio.

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Space – Voyager 2050, l’Esa guarda al futuro (Fulvia Croci, Global Science)

Voyager 2050, l’Esa guarda al futuro

Le prossime missioni di classe L dell’Esa, parte del programma Voyager 2050, saranno dedicate all’esplorazione delle lune dei pianeti giganti del Sistema solare, allo studio degli esopianeti temperati, all’ecosistema galattico e alla scoperta dei misteri dell’Universo primordiale. La call è stata pubblicata nel marzo 2019 e successivamente un comitato appositamente selezionato ha scelto –  oltre alla tre missioni di classe L, Jupiter Icy Moons ExplorerAthena e Lisa – anche una serie di potenziali temi futuri per le  missioni di classe media oltre a diverse aree di sviluppo tecnologico per Voyager 2050. I temi scientifici sono stati selezionati dal Comitato del programma scientifico dell’Esa lo scorso 10 giugno. Le missioni specifiche per ogni ambito saranno selezionate a tempo debito, quando l’agenzia pubblicherà le varie call individuali che individueranno le proposte. Ecco nel dettaglio le aree di interesse selezionate dall’Agenzia spaziale europea per i prossimi anni.

L’esplorazione delle lune dei pianeti giganti

Indagare il potenziale di abitabilità dei mondi nel nostro Sistema solare è essenziale per comprendere come si sviluppa la vita su altri pianeti ed è di particolare rilevanza nella ricerca di pianeti simili alla Terra. Grazie all’esperienza accumulata dalla missione  Esa-Nasa-Asi Cassini-Huygens, l’Esa sta sviluppando la Jupiter Icy Moons Explorer, una futura missione diretta verso il sistema solare esterno  che si concentrerà sullo studio della connessione degli interni lunari oceanici con gli ambienti vicini alla superficie, alla ricerca di possibili biofirme. Il profilo della missione potrebbe includere un’unità in situ, come un lander o un drone.

Dagli esopianeti temperati alla Via Lattea

La nostra Via Lattea contiene centinaia di milioni di stelle e pianeti, oltre alla materia oscura e a quella interstellare. Al momento la nostra comprensione di questo ecosistema, essenziale per capire il funzionamento delle galassie in generale, è limitata. Lo studio della storia della formazione della nostra galassia, comprese le sue regioni nascoste, è la chiave per comprendere l’evoluzione di molti oggetti cosmici.  Allo stesso tempo, la caratterizzazione degli esopianeti temperati nel medio infrarosso, attraverso un primo spettro di emissione termica diretta dalle atmosfere di questi ultimi, per capire meglio se ospitano condizioni di superficie veramente abitabili, sarà uno dei temi di grande interesse nei prossimi decenni. L’Europa vanta già una leadership in questo settore grazie alla missione Cheops, già in piena attività, e a alle future Plato e Ariel. L’Italia, in particolare, partecipa a tutte e tre le missioni a vari livelli, con la fornitura di strumenti o di responsabili scientifici.

Alla scoperta dell’Universo primordiale

La terza area di interesse si rivolge alle questioni in sospeso della fisica, dalla struttura dell’Universo alla sua evoluzione.  Questo tema segue la strada tracciata dal satellite Planck in attesa della missione Lisa, il cui obiettivo è rilevare le onde gravitazionali generate da sistemi di stelle binarie all’interno della nostra galassia o da da buchi neri supermassicci in altre galassie.

La pianificazione a lungo termine è essenziale per garantire il successo della scienza spaziale. L’attuale ciclo di pianificazione per le missioni è garantito dal Cosmic Vision 2015-2025. Le grandi missioni, in particolare, richiedono uno sviluppo tecnologico significativo, che spesso dura diversi decenni. Pertanto, è importante iniziare a definire la tecnologia necessaria con largo anticipo, per garantire la messa a punto di missioni a livello mondiale e che possano portare beneficio alle future generazioni. 

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Space – Il cacciatore di asteroidi NEO Surveyor promosso dalla NASA (Giuseppe Nucera, Global Science)

Nuovi sviluppi per NEO Surveyor, il futuro protagonista della caccia agli asteroidi per la difesa planetaria. Il telescopio spaziale a infrarosso della NASA è stato promosso alla fase di prototipazione ingegneristica, per le ultime prove prima della fabbricazione.

Largo 50 centimetri, NEO Surveyor renderà più veloce ed efficace la caccia spaziale agli oggetti vicini e potenzialmente pericolosi. La sua fotocamera a luce infrarossa sarà in grado di scoprire e caratterizzare il 90% di asteroidi e comete dalle dimensioni di 140 metri in su, entro 48 milioni di km dall’orbita terrestre.  NEO Surveyor sarà attivo nei dieci anni successivi al suo lancio, atteso per il 2026. Destinato a 1,5 milioni di chilometri da noi, potrà guardare davanti e dietro il percorso orbitale della Terra, tenendo per la prima volta gli occhi aperti giorno e notte, rispetto ai tradizionali telescopi ottici a terra, così come del suo predecessore NEOWISE.

Inoltre, avrà la possibilità di sorvegliare le regioni più vicine alla direzione del Sole e grazie l’infrarosso rileverà le tracce di calore che gli asteroidi, corpi scuri difficilmente scrutabili contro il nero dello spazio, rilasciano perché irradiati dal Sole.

In attesa dei prossimi sviluppi di NEO Surveyor, la NASA si prepara alla missione DART, prima dimostrazione in assoluto di una deflessione di un asteroide tramite impattatore cinetico in orbita terrestre. Primo esperimento di difesa planetaria dell’umanità, la Missione DART lancerà il prossimo inverno la navicella che nell’autunno 2022 impatterà un sistema binario di asteroidi: due oggetti innocui a 11 milioni di chilometri dalla Terra che faranno da cavie per dimostrare la nostra capacità di regolare velocità e percorso di futuri oggetti potenzialmente minacciosi.

Lo sforzo per la difesa planetaria è congiunto e internazionale: insieme alla navicella NASA viaggerà anche il mini-satellite LICIACube di ASI e ARGOTEC, per documentare da vicino gli effetti dell’impatto e l’evoluzione dei detriti generati. Nel 2024 ESA lancerà, infine, la missione HERA, sonda che dovrà concludere le indagini e i rilevamenti sulla scena dell’incidente per affinare la tecnica di deflessione per future reali necessità di difesa.

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China – Shenzhou-12: China to launch first human spaceflight since 2016 (Al Jazeera)

A Chinese spacecraft will blast off from the Gobi Desert on a Long March rocket in the coming days, ferrying three men to an orbiting space module for a three-month stay, the first time China has sent humans into space for nearly five years.

Shenzhou-12, meaning “Divine Vessel”, will be the third of 11 missions needed to complete China’s space station by 2022. Among them, four will be missions with people on board, potentially propelling up to 12 Chinese astronauts into space – more than the 11 men and women that China has sent since 2003.

The craft will also carry into space the hopes of some in Earth’s most populous nation.

“The motherland is powerful,” one person wrote on Chinese social media, which has lit up with well-wishes for the Shenzhou-12 crew. “The launch is a gift to the 100th anniversary of the founding of the Communist Party.”

Chinese astronauts have had a relatively low international profile. A United States law banning NASA from any connection with China means its astronauts have not been to the more-than-two-decade-old International Space Station, visited by more than 240 men and women of various nationalities.

China, which aims to become a major spacefaring power by 2030, in May became the second country to put a rover on Mars, two years after landing the first spacecraft on the far side of the moon.

It also plans to put astronauts on the moon.

This time, men

The Shenzhou-12 crew is to live on the Tianhe, “Harmony of the Heavens”, a cylinder 16.6 metres (55 feet) long and 4.2 metres (14 feet) in diameter.

The planned three-month stay would break the country’s record of 30 days, set by the 2016 mission – China’s last crewed flight – of Chen Dong and Jing Haipeng to a prototype station.

Three men from China’s first and second groups of astronauts will be on this mission, Yang Liwei, director of the China Manned Space Engineering Office and China’s first astronaut, told the state-run news agency Global Times last month.

China’s space bloggers speculate the astronauts will be Nie Haisheng – who at 56 would be the oldest Chinese astronaut sent into space, Deng Qingming, 55, and Ye Guangfu, 40.

The authorities typically do not announce a mission’s crew until near or after the launch. China Manned Space did not respond to a Reuters news agency fax request for comment.

The oldest human in space was John Glenn, who flew on the space shuttle at age 77 in 1998 – after having been the first American to orbit the earth in 1962, a US senator and a presidential candidate.

While no women are scheduled for the Shenzhou-12 mission, they are expected to participate in every following mission, Yang told the Global Times.

Two women, Liu Yang and Wang Yaping, were selected in 2011 among China’s second cohort, after the first batch of 14 men in the mid-1990s. Liu was China’s first woman in space in 2012, while Wang was the youngest, at 33, in 2013.

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Space – Envision: obiettivo Venere (ASI)

ASI - EnVision: obiettivo Venere

E’ ancora una volta Venere l’obiettivo della ricerca spaziale. Dopo pochi giorni dall’annuncio della NASA di realizzare due missioni per esplorare il “pianeta gemello della Terra” ora anche l’Agenzia Spaziale Europea (ESA) ha messo nel suo mirino Venere con la missione EnVision.

E ci sarà anche l’Italia che, attraverso l’Agenzia Spaziale Italiana (ASI), avrà la responsabilità di realizzare il radar sounder per lo studio dei primi strati della superficie del pianeta a profondità dell’ordine di alcune centinaia di metri. IL Principal Investigator di questo strumento è Lorenzo Bruzzone del Dipartimento di Ingegneria e Scienza dell’Informazione e responsabile del Laboratorio di Telerilevamento (Remote Sensing Laboratory) dell’Università di Trento. L’obiettivo scientifico è quello di caratterizzare i diversi pattern stratigrafici e strutturali del sottosuolo; realizzare la mappatura della struttura delle unità geologiche esplorando le proprietà di elementi quali tesserae, pianure, colate laviche e detriti da impatto oltreché effettuare la rilevazione di strutture del sottosuolo non direttamente legate alla superficie.

“La partecipazione alla missione EnVision di ESA, insieme a quella prevista nella missione Veritas della NASA”, ha dichiarato Barbara Negri, responsabile dell’unità Volo Umano e Sperimentazione Scientifica dell’Agenzia Spaziale Italiana, “permetterà all’Italia di ricoprire una posizione di leader per il programma di esplorazione del pianeta Venere, alla stregua di quanto è stato fatto per Marte. Per EnVision, l’ASI realizzerà il radar sounder, sulla base dell’importante heritage scientifico e industriale presente nel nostro Paese.”

“EnVision affiancherà alla capacità di effettuare misure inedite su larga parte del pianeta, l’obiettivo di studiare in maniera dettagliata le regioni di maggiore interesse di Venere con l’insieme unico di strumenti che avrà a bordo” dichiara Lorenzo Bruzzone, dell’Università di Trentom, P.I. dello strumento. “Sarà la prima volta in assoluto che un radar sounder opererà sul nostro pianeta gemello. Le sue misure sotto-superficiali saranno fondamentali per la ricostruzione della storia geologica di Venere e contribuiranno alla comprensione dell’interazione tra superficie, sotto-superficie e atmosfera venusiana.”

Questa missione offrirà una visione senza precedenti del pianeta più simile alla Terra in termini di massa, dimensioni e raggio orbitale. L’uso della tecnologia radar insieme alla spettroscopia ad alta risoluzione e alla radio scienza consentirà lo studio del pianeta in un’ampia scala spaziale, dall’alta atmosfera fino all’interno del pianeta. Attraverso il suo approccio globale, EnVision affronterà questioni fondamentali sull’atmosfera, il clima, la geologia passata e presente di Venere e la loro potenziale interazione. Ciò fornirà preziose informazioni sull’evoluzione e l’attività attuale del pianeta, fornendo importanti indizi sui motivi per cui Venere si sia evoluto in maniera così diversa dalla Terra.

Oltre alla scienza di Venere, i risultati attesi da questa missione che partirà alla volta di Venere nei primi anni del 2030, sono rilevanti anche per la comprensione dell’abitabilità e dell’evoluzione dei pianeti terrestri nel Sistema Solare e altrove (inclusa la Terra e degli esopianeti simili a Venere), fornendo così ulteriori informazioni sul Sistema Solare a missioni come PLATOARIEL e CHEOPS.

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Space – New physical probes of the early Universe (ESA)

New physical probes of the early Universe

ESA – New physical probes of the early Universe

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Space – Moons of the giant planets (ESA)

Moons of the giant planets

ESA – Moons of the giant planets

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Space – Voyage 2050 sets sail: ESA chooses future science mission themes (ESA)

Voyage 2050 themes

ESA – Voyage 2050 sets sail: ESA chooses future science mission themes

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Space – Earth from Space: Chongqing, China (ESA)

Chongqing, the largest municipality in China, is featured in this Copernicus Sentinel-2 image.

ESA – Earth from Space: Chongqing, China