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TechInnovation/Cybersecurity – Machine Learning and Cybersecurity. Hype and Reality (Micah Musser, Ashton Garriott, CSET)

Cybersecurity operators have increasingly relied on machine learning to address a rising number of threats. But will machine learning give them a decisive advantage or just help them keep pace with attackers? This report explores the history of machine learning in cybersecurity and the potential it has for transforming cyber defense in the near future.

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TechInnovation – Lvmh e Google cloud, deal per la rivoluzione tech nel lusso (Tommaso Palazzi, MF)

Lvmh e Google cloud, deal per la rivoluzione tech nel lusso

Il padiglione Lvmh in un’edizione di Vivatech

Lvmh e Google cloud siglano una partnership strategica. In occasione di Vivatech, il summit annuale di lusso e tecnologia che si svolge oggi a Parigi, il gruppo di Bernard Arnault, che sarà oggi al meeting, si impegna per accelerare l’innovazione e sviluppare soluzioni di Ai-Artificial intelligence cloud-based.

“La collaborazione tra Lvmh e Google cloud sosterrà le competenze umane delle maisons fornendo nuove tecnologie di ai e Ml-Machine learning  che non solo miglioreranno le operazioni commerciali migliorando le previsioni sulla domanda e l’ottimizzazione del magazzino, ma arricchiranno anche la customer experience, personalizzandola, sempre nel rispetto dei rigorosi requisiti di privacy e sicurezza di Lvmh”, spiega una nota.

“Lvmh ha lavorato negli ultimi 3, 4 anni sul tema Ai e gestione dati, con focus su relazione con i clienti, supply chain e produzione e la pandemia ha sottolineato la necessità di velocizzare ulteriormente lo sviluppo di soluzioni di questo tipo”, spiegano fonti di Lvmh a MFF. “SephoraLouis Vuitton e Dior sono i pionieri nell’utilizzo di queste soluzioni per migliorare ad esempio, attraverso il ml-machine learning, l’efficienza nella previsione delle vendite, aggiustare di conseguenza la produzione, la distribuzione dei prodotti nelle aree geografiche nel mondo. Se questo ha dato risultati su queste Maison non vediamo l’ora di capire cosa questo potrebbe portare se soluzioni di questo tipo le cominciassimo ad applicare a livello di gruppo per tutte le nostre oltre 75 maison”. Con effetti che portano ad una migliore sostenibilità non sprecando in spedizioni generalizzate ma concentrandosi su quei mercati che si prevede possano performare meglio e migliorare il merchandising/prodotto.

“Questa nuova partnership con Google cloud è senza precedenti e riflette le nostre grandi ambizioni in questo ambito”, spiega Toni Belloni, Group managing director di Lvmh. “L’unione dei nostri approcci di eccellenza nei rispettivi settori, ci farà fare un passo avanti nell’utilizzo di dati e Ai. Per noi, privacy, personalizzazione e lusso sono sinonimi, e questo non è destinato a cambiare”.

“Siamo orgogliosi di questa partnership. Insieme, possiamo guidare il futuro della customer experience nell’industria del lusso”, gli fa eco Thomas Kurian, ceo di Google cloud. Poichè l’ai comincerà a far parte di ogni singola parte della value chain di Lvmh, dallo sviluppo prodotto alla supply chain, alle interfacce con dipendenti, partner, e clienti, Lvmh sfrutterà la tecnologia cloud all’avanguardia e i migliori strumenti di Ai e Ml di Google cloud  per favorire lo sviluppo di nuovi casi d’uso aziendali su larga scala, per rispondere ai più alti standard dei clienti delle maison.

Le due aziende uniranno le forze per potenziare i singoli brand di Lvmh per creare una customer experience nuova e personalizzata che promuova una crescita a lungo termine. La partnership unisce creatività, risorse, competenze tecnologiche, voglia di innovazione di entrambe le aziende, così come la posizione di rilievo nei rispettivi mercati.

Lvmh otterrà anche il supporto di Google cloud per migliorare la propria cultura dell’innovazione, compresa la creazione di programmi di aggiornamento e certificazione dedicati e inclusivi per i team delle Maison. Inoltre, entrambe le aziende esploreranno opportunità di co-innovazione e lanceranno una Data and Ai academy a Parigi per accrescere l’acquisizione di competenze e innovazioni in questi ambiti.

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TechInnovation – Sinistri e perizie, con l’Intelligenza artificiale diventerà tutto più veloce (la Repubblica)

Novità in arrivo per le perizie da incidenti. La filiale italiana di DAT (Deutsche Automobil Treuhand GmbH), azienda tedesca di servizi per l’industria automotive, indieme alla società di consulenza Prometeia hanno unito tecnologie, dati e competenze digitali per la gestione automatizzata dei sinistri.

Cosa significa? Che sta per essere lanciata la nuova generazione di software FastTrackAI. Vale a dire un prodotto software cloud sviluppato da DAT per le compagnie di assicurazioni, driver, periti, flotte e noleggi auto a breve termine in grado di creare una perizia, o un preventivo del danno, in real-time (dai 30 secondi ai 3 minuti), “AI”, questo il suo nome, perchè il pilastro della piattaforma è l’Intelligenza Artificiale, che analizzerà le immagini e consentirà di ottenere un elaborato finale completo e immediato.

Questo è il risultato degli sviluppi di DAT, attraverso le soluzioni di Computer Vision in partnership con Prometeia. DAT, per chi non lo sapesse,  è la principale base dati per il settore automotive europeo. E’ alimentata da dati OEM e assicurativi, e quindi ha deciso di fare un salto in avanti sviluppando un software cloud che coniuga intelligenza artificiale e l’esperienza di applicazione e integrazione di engine analitici nei processi di business di Prometeia.

Il funzionamento? Semplice: in caso (purtroppo) di un incdente, l’utente caricherà le immagini del sinistro direttamente dal suo smartphone. Grazie a computer vision il software analizzerà in automatico la documentazione fotografica, identificando le componenti danneggiate e il livello di gravità e restituendo una valutazione puntuale dei danni con il dettaglio completo delle riparazioni necessarie, ricambio per ricambio.
Ecco dunque creata una perizia (o stima) del danno oggettiva, completa e certificata secondo gli standard riparativi assicurativi e del costruttore e, tramite il collegamento alla banca dati DAT che permette di risalire all’esatta configurazione di tutte le varianti di allestimento, optional e accessori del veicolo specifico.

“Automazione e customer experience innovativa sono la chiave. FastTrackAI permetterà un sostanziale abbattimento del ciclo di vita del sinistro, con benefici in termini di tempi e costi per tutti gli operatori coinvolti” ha spiegato Alessandro Serra, head of Sales and Marketing di DAT Italia. Un pensiero ribadito e confermato anche da Maddalena Amoruso, senior partner e responsabile del team di Data Science di Prometeia. “La nostra esperienza in ambito Artificial Intelligence, e la nostra conoscenza del mercato assicurativo, consentono di sfruttare al massimo la profondità della banca dati DAT e rendere oggettiva l’analisi, indipendentemente dal cliente”.

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TechInnovation – Anitec-Assinform: la ripresa passa dall’adozione dell’intelligenza artificiale (Industria Italiana)

Marco Gay, presidente di Anitec-Assinform

Pur in ritardo, l’Europa si sta muovendo per recuperare il terreno perso negli investimenti digitali, un settore dove Usa e Cina dominano. Il Vecchio Continente si sta attivando attraverso l’adozione di misure per la crescita del settore, sia in termini di competenze, sia in termini di applicazione con una specifica attenzione agli aspetti etici, sociali e regolatori. Fra i Paesi UE, l’Italia è uno di quelli che ha accumulato il maggior ritardo, sia nel settore pubblico sia in quello privato, ed è ora di correre ai ripari.

Secondo Anitec-Assinform, è ora di investire massicciamente sull’adozione dell’intelligenza artificiale, che è uno degli strumenti abilitatori della trasformazione digitale del Paese insieme a cloud, cybersecurity, blockchain e IoT. Sono queste le tecnologie che hanno trainato il mercato digitale durante la pandemia e che incideranno sull’evoluzione della società nei prossimi anni. L’associazione lo ha messo nero su bianco sul white paper Promuovere lo sviluppo e l’adozione dell’Intelligenza Artificiale a supporto della ripresa, nel quale evidenzia come lo sfruttamento della crescente mole di dati prodotti da imprese, amministrazioni e cittadini non possa prescindere dall’IA che potrà migliorare l’efficienza, la qualità delle relazioni tra imprese, cittadini/consumatori e Pa, la tipologia di servizi e prodotti in un’ottica di migliore fruibilità.

«Il White Paper richiama il grande sforzo di investimento previsto dal Pnrr che riteniamo costituisca un’opportunità unica per rilanciare, in modo efficace e coordinato, lo sviluppo della IA a livello nazionale. Perché ciò accada, la strategia post Covid-19 deve essere sorretta da una visione di investimento permanente che valorizzi il ruolo di queste tecnologie nella trasformazione dei processi e servizi delle PA, stimolando la creazione di un ecosistema virtuoso a vantaggio soprattutto delle Piccole e Medie Imprese», spiega Marco Gay, presidente di Anitec-Assinform. «È necessaria quindi una visione di politica industriale a livello di sistema paese con un chiaro sostegno all’IA che si integri nel piano transizione 4.0. Abbiamo bisogno di valorizzare la mole di dati prodotti e di sfruttare al meglio le potenzialità dell’IA, costruendo in Europa un sistema di regole che stimoli l’innovazione e che rafforzi la competitività del nostro continente. L’industria ICT può oggi abilitare una trasformazione profonda del sistema economico: dobbiamo unire le forze della conoscenza e dell’innovazione per alimentare una crescita che sia duratura e sostenibile e per trasformare la ripartenza in ripresa».

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TechInnovation – L’intelligenza artificiale di Facebook può replicare un font visto in foto (Tommaso Meo, Wired Italia)

Facebook AI

(foto: Sean Gallup/Getty Images)

Tra i molti progetti di ricerca di Facebook che hanno a che fare con l’intelligenza artificiale (Ai), la società sta implementando un’Ai in grado di riconoscere e riprodurre font visti una sola volta da una foto e anche scritti a mano.

Facebook ha infatti svelato un progetto di ricerca sull’intelligenza artificiale chiamato TextStyleBrush, che copia lo stile del testo in una foto semplicemente guardando una parola di esempio. Imitare un font o una calligrafia semplicemente scattando una foto potrebbe diventare normale per tutti in un futuro prossimo.

Foto: via Facebook

Nonostante questo sia ancora un progetto di ricerca, un giorno potrebbe sbloccare un nuovo potenziale per la nostra espressione creativa come messaggi e didascalie personalizzati, creati a partire dalla nostra scrittura. TextStyleBrush potrebbe inoltre gettare le basi per innovazioni future come la traduzione delle lingue da immagini e realtà aumentata.

Pubblicando le capacità, i metodi e i risultati di questa ricerca, Facebook spera in questo modo di stimolare il dialogo e la ricerca per rilevare il potenziale uso improprio di questo tipo di tecnologia, come gli attacchi di testo deepfake.

Come i sistemi deepfake esistenti”, scrive Engadget, “TextStyleBrush è una tecnologia che potrebbe dover essere gestita con attenzione per ottenere i suoi benefici senza aprire la porta a un uso improprio”.

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TechInnovation – Lvmh si allea con Google per sviluppare l’intelligenza artificiale su cloud (Corriere della Sera)

Lvmh si allea con Google per sviluppare l'intelligenza artificiale su cloud

Toni Belloni

Questa mattina, 16 giugno, il colosso francese del lusso, Lvmh, ha annunciato di aver stretto una partnership strategica con Google Cloud per accelerare l’innovazione e sviluppare l’intelligenza artificiale basata su cloud. Le società uniranno le forze per potenziare le maison di Lvmh ( si va da Dior a Louis Vuitton, da Bulgari a Tiffany, da Fendi a Loro Piana) : migliorerà il business grazie a una più precisa previsione della domanda e all’ottimizzazione delle scorte e permetterà una più elevata esperienze del cliente attraverso la personalizzazione nel rispetto della privacy e sicurezza. Google Cloud aiuterà, inoltre, Lvmh a migliorare la propria cultura dell’innovazione, anche attraverso la creazione di programmi di riqualificazione e certificazione dedicati e inclusivi per i team di maison. Sarà lanciata una «Data e AI Academy» a Parigi. I due gruppi svilupperanno insieme nuovi algoritmi, componenti di intelligenza artificiale e machine learning direttamente con i laboratori di Mountain View in California.

«Questa nuova partnership con Google Cloud, che non ha precedenti, riflette le nostre grandi ambizioni in questo campo — ha detto Toni Belloni, amministratore delegato del gruppo Lvmh — e ci farà fare un passo avanti nell’uso dei dati e dell’intelligenza artificiale. Per noi privacy-personalizzazione-lusso sono sinonimi, e questo rimarrà sempre vero. Le nuove opportunità che offriremo a i nostri clienti sono esattamente ciò per cui lavorano i nostri team di Lvmh: un’esperienza unica e indimenticabile». «Siamo orgogliosi di entrare in una partnership così innovativa ed estesa con Lvmh per potenzia la sua innovazione attraverso la tecnologia cloud e le capacità di intelligenza artificiale. Insieme, possiamo aiutare a guidare il futuro dell’esperienza del cliente nel settore del lusso», ha aggiunto Thomas Kurian, Ceo di Google Cloud.

Negli ultimi anni Lvmh ha già lavorato sul tema dell’intelligenza artificiale e gestione dati, con un focus su relazione con i clienti, supply chain e produzione, e infatti il numero dei dipendenti occupati nel settore sono molto aumentati, soprattutto negli ultimi due anni. La pandemia, però, ha sottolineato la necessità di velocizzare ulteriormente lo sviluppo di soluzioni di questo tipo. Già oggi Sephora, Louis Vuitton e Dior sono state impegnate nell’adottare soluzioni per migliorare — per esempio attraverso il “machine learning” — l’efficienza nella previsione delle vendite, aggiustare di conseguenza la produzione, la distribuzione dei prodotti nelle aree geografiche nel mondo (con effetti che portano a una migliore sostenibilità non sprecando in spedizioni generalizzate ma concentrandosi su quei mercati che si prevede possano performare meglio) e migliorare il merchandising/prodotto. Una esperienza che oggi si vuole potenziare ed estere a tutte le 75 maison del gruppo.

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TechInnovation – Spagna: varie imprese si uniscono per creare primo consorzio d’intelligenza artificiale (Agenzia Nova)

Repsol, Gestamp, Navantia, Técnicas Reunidas, Telefonica e Microsoft hanno unito le forze per creare IndesIA, il primo consorzio di data economy e intelligenza artificiale (Ia) nel settore industriale in Spagna. L’iniziativa è costituita come un progetto trainante per promuovere l’uso di dati e intelligenza artificiale nelle aziende industriali spagnole e per ridurre il ridurre il divario di formazione esistente nelle discipline Stem (scienza, tecnologia, ingegneria e matematica), generando nuovi posti di lavoro altamente qualificati. Il consorzio si concentrerà sulla generazione di un ecosistema di startup, centri tecnologici e università specializzate nella ricerca e sviluppo di soluzioni di intelligenza artificiale applicate al campo industriale. Ci sono già più di 100 piccole e medie imprese che sono in procinto di aderire al consorzio, per le quali l’integrazione di questa tecnologia in tutta la catena del valore sarà un’opportunità per accelerare i loro processi di digitalizzazione e migliorare la loro produttività e sostenibilità.

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TechInnovation – Ricerca Italia-Brasile, robot intelligenti e colpi di tacco (Brando Ricci, Agenzia Dire)

brasile

Nel 2014 un robot costruito in Italia improvvisò un colpo di tacco nel corso di un partita organizzata in Brasile in contemporanea con i Mondiali di calcio. Un gesto piccolo e sorprendente, dietro al quale c’erano stati anni e anni di ricerca sull’intelligenza artificiale. L’episodio è stato raccontato oggi da Daniele Nardi, docente ordinario di intelligenza artificiale presso l’Università La Sapienza di Roma, in occasione di un webinar sul tema organizzato dall’ambasciata del Brasile in Italia.

L’anedotto del professore, che è anche presidente dal 2011 della RoboCup Federation, sembra quasi voler fornire un’immagine di un campo comune che può nascere tra Italia e Brasile rispetto all’intelligenza artificiale. Proprio l’augurio che un contesto di cooperazione tra i due Paesi possa nascere anche in “questo delicato settore segnato da forte competizione” è stato espresso dall’ambasciatore del Brasile a Roma, Helio Ramos, che ha aperto i lavori della conferenza online. Il diplomatico si è detto sicuro che nei prossimi anni si “svilupperà una sinergia tra le università e le industrie” italiane e brasiliane, nell’ottica di “estendere” anche in questo campo la tradizionale cooperazione tra i due Paesi.

Della strategia nazionale che il Brasile sta costruendo per meglio gestire l’emergere di questa nuova conoscenza ha parlato invece Rafael Gustavo Sampaio Gontijom, che ne è coordinatore nell’ambito del dipartimento di Scienza, tecnologia e innovazione digitale del ministero omonimo. “Abbiamo costruito – ha detto il dirigente – una rete nazionale sull’intelligenza artificiale cercando di coinvolgere mondo accademico, industrie e società civile“. Alla base ci sarebbe la consapevolezza che “un corretto utilizzo di queste tecnologie può avere ricadute positive sull’economia quantificabili in una crescita dalle 1,6 alle 2,4 volte”.

Sampaio ha espresso l’augurio che la strategia “venga finanziata con 160 milioni di reais per i prossimi dieci anni – quasi 26 milioni di euro, ndr – nell’ottica di istituire otto centri di ricerca, di cui quattro già individuati, che lavoreranno su quattro settori: agricoltura, sanità, industria e ‘smart cities’”.

Altri numeri e coordinate sull’intelligenza artificiale in Brasile li ha forniti Paolo Jose Pereira Curado, che è presidente della Rete Embrapii di innovazione in intelligenza artificiale del ministero della Scienza. “La rete è articolata in 19 centri che constano di 251 ricercatori di grande competenza in tutto il Paese, e già lavora in 193 progetti che coinvolgono 174 aziende e 17 cooperative” ha affermato Curado. Convinto che “l’intelligenza artificiale non ci servirà solo a far crescere il business ma soprattutto a migliorare la qualità della vita della gente”.

Un punto sulla situazione italiana l’ha fatto invece Anna Caterina Carli, direttrice del Laboratorio di intelligenza artificiale e big data del ministero dello Sviluppo economico. La responsabile ha evidenziato che il governo italiano “è molto attento a questa nuova tecnologia e alle sue applicazioni” anche perchè la considera “la nuova frontiera dello sviluppo e un importante fronte di competizione strategica”. Secondo Carli, è importante tenere presente che l’intelligenza artificiale “è un fenomeno complesso che può vivere solo in un contesto digitale e che non può essere isolato da altre tecnologie in sviluppo, come 5G, big data e blockchain”.

Secondo la direttrice, la strategia italiana “si svilupperà in modo coordinato con quella europea” e “verterà su alcuni capi saldi, come l’inclusività e la trasparenza”, oltre che sulla “disseminazione della conoscenza”. Un processo, questo, ha sottolineato Carli, che “ci porterà ad afficancarci a scuole e centri di cultura e a puntare sulla formazione”.

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TechInnovation – Rolls-Royce migliora l’efficienza dei suoi motori con digital twin e IA (Computer World)

rolls-royce digital twin AI

Il nome Rolls-Royce fa pensare alle automobili, ma la multinazionale britannica dell’aerospazio e della difesa è fuori dal settore automobilistico da quando Rolls-Royce Motors è stata venduta negli anni ’70. Oggi Rolls-Royce Holdings è il secondo produttore di motori aeronautici al mondo, con una presenza anche nel settore navale. I suoi motori sono utilizzati in aerei da combattimento, business jet e oltre il 50% degli aerei a lungo raggio.

L’azienda sta implementando tecnologie di digital twin, analytics e apprendimento automatico per ridurre drasticamente la quantità di carbonio prodotta dai motori degli aerei, ottimizzando al contempo la manutenzione per aiutare i suoi clienti a mantenere i loro aerei in volo più a lungo.

Rolls-Royce monitora i motori e le loro prestazioni da almeno 20 anni”, afferma Stuart Hughes, chief information and digital officer di Rolls-Royce. “Questa parte del business non è nuova. Ma, man mano che ci siamo evoluti, abbiamo iniziato a trattare il motore come singola entità e a lavorare sulla personalizzazione”.

Rolls-Royce digital twin
Stuart Hughes, chief information and digital officer di Rolls-Royce
Utilizzando la sua piattaforma Intelligent Engine l’azienda monitora ciascun motore durante il volo, le condizioni in cui opera e il modo in cui il pilota lo utilizza.

Stiamo adattando i nostri regimi di manutenzione per ottimizzare il ciclo di vita del motore, andando oltre le previsioni da manuale”, afferma Hughes. “È un servizio davvero variabile che considera ogni motore nella sua specificità”.

Grazie alla sua piattaforma Rolls-Royce ha prolungato il tempo tra un intervento di manutenzione e il successivo fino al 50%, per alcuni motori, riducendo drasticamente il proprio magazzino di parti e ricambi. La cosa forse più importante, tuttavia, è il miglioramento dell’efficienza dei motori che, fino a oggi, ha ridotto le emissioni di carbonio di 22 milioni di tonnellate, secondo l’azienda. Rolls-Royce sta utilizzando anche l’intelligenza artificiale per capire come gestire i rottami e i resti metallici delle componenti quando raggiungono la fine del loro ciclo di vita.

Dal 2014 a oggi abbiamo aiutato una delle nostre compagnie aeree a risparmiare 85 milioni di chilogrammi di carburante e oltre 200 milioni di chilogrammi di anidride carbonica”, spiega Hughes. “Abbiamo raggiunto questo obiettivo raccogliendo dati su come viene pilotato e gestito l’aereo, che ci hanno fornito informazioni e insight per prendere decisioni migliori. Nelle aree in cui c’erano ostacoli al cambiamento, abbiamo aiutato i clienti a progettare nuove policy e nuove procedure”.

Dati in volo e all’atterraggio per migliorare la manutenzione

Per alimentare la sua piattaforma Intelligent Engine, Rolls-Royce utilizza una combinazione di dati bidirezionali acquisiti in tempo reale dai suoi motori durante il volo e set di dati più grandi acquisiti in batch dopo l’atterraggio degli aerei. I dati vengono raccolti ed elaborati in un data lake di Microsoft Azure e quindi in un “lakehouse” di Databricks, dove vengono utilizzati strumenti di apprendimento automatico e intelligenza artificiale (Databricks usa il termine per riferirsi alla sua architettura aperta che combina le caratteristiche di un data lake e di un data warehouse).

Tra le informazioni in tempo reale e quelle raccolte dopo l’atterraggio, ogni volo genera circa mezzo gigabyte di dati. I dati in tempo reale vengono utilizzati per il servizio Engine Condition Monitoring dell’azienda, che analizza i dati per le irregolarità nelle prestazioni del motore ai fini della manutenzione predittiva. L’analisi può determinare durante il volo se sarà necessaria un’ispezione completa all’atterraggio, aiutando la compagnia aerea a pianificare in anticipo e ridurre al minimo le interruzioni del viaggio. Gli altri dati possono essere utilizzati per modelli predittivi più dettagliati.

Utilizziamo i dati per verificare che il motore sia dentro tutti i nostri standard di qualità e sicurezza, ma anche per capire come il pilota ha utilizzato quel motore”, spiega Hughes. “Ciò significa che possiamo estendere la finestra di manutenzione su quel motore più a lungo per un cliente specifico. Il vantaggio per il cliente è che ci sono meno interruzioni perché il motore rimane sull’aereo più a lungo. Il vantaggio per noi è che possiamo ottimizzare il modo in cui svolgiamo effettivamente la manutenzione”.

Con l’approccio di Rolls-Royce, i clienti possono comunicare all’azienda la missione di ciascun motore, per esempio le condizioni in cui verrà utilizzato. Rolls-Royce può quindi adattare il programma di manutenzione e l’analisi a tali condizioni: per un motore su un aereo che opera in Qatar, per esempio, bisognerà tener conto di una certa quantità di sabbia nell’atmosfera.

Utilizziamo l’apprendimento automatico per esaminare tutti i dati storici che abbiamo e utilizziamo tutte le informazioni che abbiamo raccolto per comprendere il regime di manutenzione di cui il motore avrà bisogno in futuro”, conclude Hughes. “Quindi possiamo dare a ogni cliente una risposta specifica alle sue esigenze, anche per quanto riguarda i costi economici”.

 

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