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USA. Una democrazia sempre più disfunzionale (GMF)

Dopo le midterm elections, la principale conseguenza è una democrazia americana sempre più disfunzionale. Nelle 12 elezioni federali tenutesi negli Stati Uniti dal 1952 al 1974, il Senato, la Camera dei Rappresentanti e/o la Casa Bianca sono passati da un partito all’altro solo quattro volte. Nelle 12 elezioni tra il 2000 e il 2022, il controllo è cambiato dieci volte. I cambiamenti periodici nella democrazia sono certamente salutari.

I risultati fanno presagire anche un peggioramento della situazione di stallo partitico. Dal 1987 al 1988, il Congresso ha emanato 225 leggi sostanziali. Dal 2021 al 2022 ne ha approvate 129. Nei prossimi due anni, con i repubblicani che controllano una o entrambe le camere del Congresso, il bilancio passerà perché è necessario. È probabile che si raggiunga un accordo sulla spesa per la difesa. Ma poco altro di sostanziale verrà fatto. Non c’è da stupirsi che l’Economist Intelligence Unit abbia classificato gli Stati Uniti non meglio dell’Italia per quanto riguarda il funzionamento del governo e che un sondaggio del Pew Research Center abbia rilevato che una media di solo il 18% degli europei ritiene che la democrazia americana sia un buon esempio.

L’imminente disfunzionalità legislativa porterà probabilmente il Presidente Joe Biden a governare per ordine esecutivo. L’ex presidente George W. Bush ha avuto una media di 36 ordini di questo tipo all’anno durante i suoi due mandati. Barack Obama ne ha avuti in media 35, mentre Donald Trump ne ha avuti in media 55. Finora Biden ne ha emessi in media 59 e potrebbe essere costretto a emanarne altri con un Congresso bloccato.

Transatlantic Turbulence Ahead: The Implications of the US Midterms | Strengthening Transatlantic Cooperation (gmfus.org) – Bruce Stokes